Il concetto dell’ampiezza annunciato da Josè Mourinho durante la sua prima conferenza stampa italiana porta non solo a delle considerazioni tattiche, ma anche ad alcune importanti indicazioni di mercato. Il nuovo allenatore dell’Inter cambierà sistema di gioco. Lo ha detto in modo chiaro: "Contro di noi, soprattutto a San Siro, le squadre si difenderanno e giocando con un modulo centrale come il rombo e due attaccanti, per le avversarie è più facile ripiegare e chiudersi. Io punto sull’ampiezza della manovra con elementi che sappiano mettere in difficoltà chi sta davanti. Quattro anni fa, Mancini era partito col 4-4-2 e piano piano si era convertito al rombo, adattando al ruolo di rifinitore anche chi non era un trequartista puro, come Figo e Stankovic. Mourinho cambia. Il Chelsea giocava col 4-3-3, potrebbe essere il modulo base anche nell’Inter, che per, secondo il portoghese, dovrà adottare anche altri moduli, compreso il 4-2-3-1. Ali, dunque, per assicurare alla manovra nerazzurra l’ampiezza richiesta dall’allenatore. Questo significa che potrebbe anche essere vero che le attenzioni del mercato nerazzurro siano rivolte non tanto su una forte punta centrale (Drogba, Eto’o), ma su una forte punta esterna. E in questo caso le possibilità diventano interessanti. Se Mourinho sceglie il tridente, il 4-3-3, ha già pronti due attaccanti su tre: Ibrahimovic al centro e Balotelli su una delle due fasce. In quel ruolo, non particolarmente amato dal minorenne, è stato impostato da Mancini nel finale di campionato e le prime dichiarazioni del nuovo allenatore sul conto del giovane Mario sono state entusiastiche. "Devo entrare nella sua testa" - ha detto il tecnico di Setubal - e, una volta entrato, lo convincerà che quella è la posizione ideale per lui". Mancherebbe, a quel punto, un solo esterno titolare. Le idee nuove sono due. La prima porta a Dani Alves, esterno destro del Siviglia. Mourinho lo voleva già l’anno scorso al Chelsea (c’è stata una lunga e infruttuosa trattativa fra i due club) e lo avrebbe portato a Barcellona se si fosse accordato col club catalano. Il 18 giugno il tecnico nerazzurro lo seguirà Belo Horizonte con la Selecao che incontrerà l’Argentina. Mourinho ha annunciato la sua presenza per vedere Adriano e per parlare con i brasiliani e gli argentini dell’Inter, ma l’occasione è ottima per agganciare Alves. Il costo dell’operazione è per ora elevato: il Siviglia chiede oltre 30 milioni di euro. La seconda idea è quella di Totò Di Natale, forse il miglior italiano (le origini sono preziose anche per la lista Champions) dell’ultima stagione, di sicuro fra i migliori interpreti del ruolo di tutto il campionato. Conosce i movimenti del tridente e del 4-2-3-1: il primo modulo è quello dell’Udinese, col secondo ha cominciato a giocare a Empoli, nel ‘99, ai tempi di Silvio Baldini e oggi, in Nazionale, ne è diventato un riferimento. Anche con Roberto Mancini in panchina, l’Inter stava seguendo da tempo il suo omonimo brasiliano della Roma, autore di una stagione con molte ombre. Le caratteristiche, tuttavia, corrispondono all’... ampiezza richiesta da Mourinho. Che sarebbe assai lieto di poter allenare Ricardo Quaresma, esterno del Porto dove è giunto poco dopo l’addio del tecnico campione d’Europa. Lo cerca anche il Liverpool pronto ad offrire 15 milioni di sterline. I guai giudiziari del club lusitano, che lo ha blindato con una clausola rescissoria da 40 milioni di euro e un contratto fino al 2011, potrebbero favorire l’operazione. Dall’Inghilterra continuano a dare all’Inter giocatori del Chelsea e dopo Lampard, Carvalho, Essien e Drogba indicano nel terzino sinistro Ashley Cole un altro candidato per la Pinetina. Il conto si chiude col genoano Konko che nel Genoa di Gasperini ha occupato più di un ruolo, compreso quello di esterno a centrocampo.
Il Chelsea ha fatto la sua mossa per provare a trattenere Frank Lampard ed ha messo sul piatto un contratto da favola. 130.000 sterline alla settimana: questa la proposta presentata all’agente del giocatore, Steve Kutner, che ieri si è rifiutato di commentare la trattativa. "Non ho niente da dire e non rispondo a nessuna domanda" ha tagliato corto contattato telefonicamente. Abramovich insomma sta facendo il possibile per non perdere una delle sue stelle e gli ha promesso di rinnovare l’attuale contratto in scadenza nel 2009 con un triennale dall’ingaggio pari a quello di John Terry, ovvero circa 9,5 milioni a stagione. Basterà per convincerlo? DUBBI - A Stamford Brigde c’è la sensazione che Lampard abbia deciso di seguire a Milano, Mourinho. Il portoghese sabato ha parlato telefonicamente con il suo pupillo e lo avrebbe motivato con parole ad effetto capaci di abbattere i suoi dubbi di lasciare Londra, la città dove adesso vive il padre rimasto vedovo e le sorelle. Seguimi e non arriverai secondo è questa una della frasi attribuite allo Special One. Lampard adesso attende l’incontro con gli uomini di Abramovich per il faccia a faccia che potrebbe essere decisivo. La situazione è fluida, ma “Mou” è fiducioso di averlo, mentre il Chelsea ha la netta sensazione che trattenerlo non sarà affatto facile. Frank è tentato dalla prospettiva di lavorare ancora con Josè ha detto una fonte vicina ai Blues al Daily Mail - anche perchè loro hanno avuto un rapporto davvero stretto e tuttora si sentono. Lampard poi ha vissuto il miglior periodo della sua carriera con Mourinho in panchina. E’ ancora molto affezionato al Chelsea per come la società gli è stata vicina dopo la morte della madre, ma sente anche che è arrivato il momento di partire. E’ una decisione difficile. SCELTA - Attualmente Lampard è in vacanza. Capello lo ha dispensato dal disputare la seconda amichevole della nazionale, quella che i Leoni d’Inghilterra hanno vinto contro Trinidad & Tobago. Frank è così in vacanza da qualche giorno e sta riflettendo sul suo futuro cercando di non farsi condizionare dall’amarezza per le critiche che gli sono piovute addosso dopo la vittoria nel test contro gli Stati Uniti, match nel quale non ha brillato (Lui e Gerrard nel modulo di Capello non possono giocare insieme e l’Inghilterra deve rinunciare a Lampard altrimenti addio Mondiali del 2010 ha dichiarato Chris Waddle, ex giocatore ed ora commentatore per BBC Radio Five Live). Senza la preoccupazione di disputare gli Europei può pensare alla proposta del Chelsea che vorrebbe una risposta entro la prossima settimana. Di certo per Frank è amareggiato perchè sperava che la questione contratto sarebbe stata affrontata e chiusa un anno fa quando invece in troppi a Londra hanno dato per scontato il rinnovo. INTER - In via Durini, intanto, si lavora ad un’offerta che possa servire per intavolare una trattativa con Abramovich. Il dt Branca sa bene che la prima mossa spetta a Lampard e sta aspettando che il giocatore esprima la volontà di lasciare il Chelsea prima di chiamare il club di Stamford Bridge. Il magnate russo potrebbe anche decidere di fargli rispettare il contratto fino al giugno 2009, ma la speranza di Mourinho è che alla fine accontenti l’eventuale desiderio di partire subito del ventonovenne centrocampista che ha legato i momenti più belli della sua carriera proprio alla maglia Blues.
Ama definirsi un interista doc Giuseppe “Beppe” Baresi, ex centrocampista nerazzurro, da anni prima allenatore e poi responsabile del settore giovanile del club di via Durini. Ieri è diventato il vice di Josè Mourinho, colui che avrà il compito di aiutare il tecnico portoghese a capire l’Inter e il calcio italiano."Sono orgoglioso che la società mi abbia scelto - ha commentato - e ringrazio per la fiducia il presidente Moratti e l’amministratore delegato Paolillo. Inizio una nuova avventura con tanto entusiasmo, sapendo bene che per me è una grande opportunità". Conosce di persona Mourinho? "No, non ci ho mai parlato, ma lo conoscerò presto. Dalle interviste che ho sentito e dalle testimonianze di chi lo conosce posso sicuramente affermare che è una persona molto positiva che ha lasciato bei ricordi un po’ ovunque". Che effetto le fa essere il vice di uno degli allenatori più vincenti del calcio mondiale? "Personalmente è una soddisfazione, ma conferma anche che Mourinho non è così arrogante come qualcuno lo ha dipinto. Altrimenti non avrebbe scelto un allenatore italiano per farsi aiutare ad inserirsi in società... Da uno così ho solo da imparare: ha grande carisma ed i risultati che ha ottenuto parlano per lui". Lei vice di Mourinho: ci aveva mai pensato? "La società mi ha accennato qualcosa negli ultimi giorni ed ho accettato la proposta nonostante facessi un lavoro bellissimo con il settore giovanile. Fino ad un mese fa non avrei mai immaginato una simile eventualità ed invece eccomi qua, contento sia per questo incarico sia per la qualificazione della Primavera alla semifinale-scudetto dopo la vittoria contro l’Ascoli". Prima ragazzo nel settore giovanile, poi colonna del centrocampo della prima squadra, infine allenatore e dirigente del settore giovanile: il suo nome è legato indelebilmente a quello dell’Inter. "Eccezion fatta per i 2 anni a fine carriera nel Modena, sono qui da 35 anni e sono orgoglioso. Mi sento un interista doc. Mi spiace soltanto che i miei genitori non abbiano potuto seguire la mia carriera da calciatore professionista in una squadra in cui mi sono tolto grandi soddisfazioni". Il suo stato d’animo adesso qual'è? "Ho voglia d’iniziare e di fare esperienza, ma non sono preoccupato, anche perchè la preoccupazione è una pessima compagna di viaggio. Da allenatore ho lavorato 2 anni con i Giovanissimi, 1 con gli Allievi e 3 con la Primavera. Mi renderà utile. Suo fratello Franco (allenatore delle giovanili del Milan) l’ha chiamata? "Mi hanno chiamato in tanti e li ringrazio tutti". In prima squadra adesso allenerà Balotelli che finora ha “gestito” da dirigente. "Mario non ha limiti e non deve porseli. Come lui in giro non se ne trovano".
Quando si presentò al Chelsea disse di essere speciale, lo "special one". Come vorrebbe essere chiamato ora? "Mourinho. Sono arrivato in un club speciale. Non ho mai dimenticato che credo di essere un grande allenatore. Ma voglio essere semplicemente Jose Mourinho, lo stesso di sempre, con le stesse motivazioni. Volevo lavorare in Italia, in una grande società. L'Inter mi ha dato l'opportunità di lavorare qui, è una sfida molto importante, e voglio ringraziare Moratti e Branca che mi hanno dato questa opportunità. Mi hanno chiamato il giorno dopo l'eliminazione dell'Inter dalla Champions col Liverpool". Cosa le ha chiesto Moratti? "Di lavorare in sinergia con tutto l'ambiente, i giocatori, la società. Di iniziare un ciclo nuovo, dopo quello chiuso con un grande allenatore come Mancini. Rispetto il lavoro da lui svolto, io sono un allenatore diverso. Dopo poche settimane credo che potrò avere un vero e onesto rapporto con i miei giocatori. Io sono sicuro di lavorare molto bene, mi aspetto di ottenere risultati. Mi piace molto essere qui, in Italia e in una grande società come l'Inter. Sono l'allenatore di un club speciale". Che acquisti chiederà? "A leggere i giornali sembra che allenerò 60 giocatori. Io in realtà ne voglio 21 più tre portieri. Non ho bisogno di cambi drammatici nella squadra, tutti qui pensiamo di aver bisogno di due o tre giocatori per essere più competitivi. Io voglio avere la possibilità di cambiare un po' la filosofia calcistica. Ogni allenatore pensa in maniera un po' differente dagli altri. Non è vero che voglio comprare tutti i fuoriclasse d'Europa. Voglio tranquillizzare i miei giocatori, li chiamo così. La mentalità della squadra mi piace tantissimo, ho grande fiducia in questo gruppo. Difficile per me aspettare fino al 15 luglio, perché ho tanta voglia di lavorare con loro". Che differenze con Londra? "La mia famiglia ha vissuto a Londra in modo molto felice, è stata un'esperienza fantastica. Ho dato un piccolo contributo al calcio inglese, voglio fare la stessa cosa con quello italiano. La mia famiglia vivrà a Milano, senza famiglia io non lavoro. Sono felice di un'esperienza nuova per loro. I miei figli sono 'bambini del mondo', mia moglie è una persona fantastica che mi dà tutto ciò di cui ho bisogno. Mi dà grande tranquillità". Cosa pensa della Serie A? "Che arrivo qui in un momento molto importante. Il Milan vuole fare grandi cose, la Juve vuole fare grandi cose, l'Inter vuole fare grandi cose. La Serie A in questo momento non è il campionato più bello del mondo. Può tornare ad esserlo". Cosa pensa della Champions League? "E' il sogno di tutti. Almeno 11 squadre la vogliono vincere il prossimo anno, fra le quali 3 italiane, 4 inglesi, 1 tedesca e 3 spagnole. La terza spagnola è l'Atletico Madrid. La chiamo la competizione dei dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza. Io quando l'ho vinta ho battuto il Manchester con un gol al minuto 90. Col Chelsea ho perso due volte, la prima con un gol che nessuno ha visto, la seconda con un rigore. Ho la tendenza a far bene in questo tipo di competizione, ho portato a casa una vittoria in Champions, due semifinali, una Coppa Uefa". Che differenze di gioco con Mancini? "Prima voglio parlarne con i giocatori. La comunicazione è importante. La comunicazione termina sempre con la mia decisione, ma è importante comunque. Se possibile vorrei solo 21 giocatori in rosa, ma se sono di più in ritiro a Brunico non è problema. Voglio iniziare bene il lavoro dal primo giorno, ma non con tutto il gruppo. Chi ha fatto l'Europeo deve fare un po' di vacanza in più. Se Materazzi arriva dopo, va bene. Ora la mia seconda squadra, dopo il Portogallo, è l'Italia. Per cui mi va bene se Materazzi arriva una settimana dopo". Intende portare qui dal Chelsea giocatori come Lampard o Essien? "Io voglio sempre fare bene, voglio sempre vincere, anche se non si può. Credo che sia normale come conseguenza della relazione con i giocatori del Chelsea che quasi tutti loro vorrebbero lavorare con me in futuro, ed è lo stesso per me. Ed è normale che queste cose escano sui giornali. Ma noi abbiamo bisogno di 21 giocatori, non di 30. Ma non dirò alla stampa chi sono i giocatori che vogliamo. Se il Chelsea comunque vuole vendere...E' sempre un gioco, fra chi vuole comprare e chi deve vendere. Questo è il lavoro di Branca, Marco sa chi voglio. Perché dovrei parlare di Lampard e dei giocatori del Chelsea? Non sono un pirla... ". Cosa pensa di Adriano e degli altri giocatori che cercano la conferma? "Adriano...penso che come minimo questo è il segnale che i miei occhi sono aperti, voglio andare in Brasile per vedere la partita con l'Argentina, per parlare con i miei argentini e i miei brasiliani, e se Adriano gioca...bene per me. Potrò valutare il suo stato di forma. Dunga può essere felice di questo, perché potrebbe essere una motivazione in più per Adriano. Ma questo deve valere per tutti i giocatori dell'Inter. Crespo in questo può essere mio 'amico', passare un messaggio positivo in questo senso, perché mi conosce. Chi è con me, chi lavora, gioca. Io sono un allenatore onesto con i miei giocatori. E' facile lavorare con me per chi si impegna, difficile per chi è pigro". Come cambierà tatticamente la squadra? "Mi piace un modulo in particolare, ma mi piace anche adattarmi alle esigenze. Sono un allenatore di campo. Ho 45 anni, ma non voglio fare il dirigente in futuro, quando ne avrò 60, voglio continuare finchè possibile a lavorare con i giocatori". Qual è la vera sfida? "Competere veramente su tutti i fronti, che sono 4: campionato, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa. Io e il mio staff sappiamo quello che facciamo, col Porto abbiamo vinto tutto. Col Chelsea 3 su 4. Ho la metodologia ideale per questo, per avere cioè una squadra che può mantenere un livello alto in tutta la stagione. Di solito le mie squadre sono forti dal punto di vista mentale, fondamentale per arrivare in fondo ad ogni obiettivo. Come fare? Che valori ci vogliono? "Dimenticare ciò che si ha già vinto, la storia. Dobbiamo iniziare un nuovo ciclo". Ancelotti è adatto per il Chelsea? "Carlo è un grande allenatore, Chelsea è un grande club. Abramovich ora ha un'esperienza di calcio migliore di quando ha iniziato la sua esperienza col Chelsea, non ha bisogno di consigli. Continuo a tifare per il Chelsea e auguro il meglio al suo nuovo allenatore. Ma se li affronteremo in Champions...non conosco nessuno".
Ufficiale: Mourinho allenatore - Mancava solo l'ufficializzazione, ora c'è anche quella: José Mourinho è il nuovo tecnico dell'Inter. Il portoghese ha firmato un contratto triennale, lo comunica il club nerazzurro sul suo sito ufficiale, ringraziando anche Roberto Mancini per quanto fatto nei suoi 4 anni in nerazzurro: "F.C. Internazionale -si legge in una nota - annuncia l'arrivo di José Mourinho. Il tecnico portoghese ha firmato un contratto triennale e lavorerà, al nuovo progetto nerazzurro dei campioni d'Italia, con i collaboratori Rui Farias, Silvino e Andrei Villas Boas. Il vice allenatore sarà Giuseppe Baresi, una carriera all'Inter, attualmente dirigente del Settore Giovanile. Ringraziando Roberto Mancini e il suo staff per i successi ottenuti in quattro stagioni alla guida tecnica della squadra, tutta F.C. Internazionale ha il grande piacere di dare il benvenuto e il buon lavoro a Josè Mourinho e ai suoi collaboratori". Crespo elogia Mourinho - Quando Josè Mourinho sbarcherà all'Inter troverà qualche vecchia conoscenza. Uno per tutti Hernan Crespo, che volle al Chelsea nella stagione 2005/06. L'attaccante argentino non si è dimenticato di quella parentesi e adesso che avrà nuovamente a che fare col tecnico di Setubal dice: "Già al Chelsea pensavo che l'Inter fosse la squadra giusta per lui -si legge su Romanews.eu- il fatto che lo conosco non vuol dire che mi avvantaggi. In una grande squadra ci sono tanti campioni, sarà sempre così, fa parte del gioco e io non temo la concorrenza. Al Chelsea c'è stato spazio per tutti. Mourinho è corretto e ti spiega sempre le situazioni. Ha rispetto per le persone e per i giocatori. Per me non è un problema stare in panchina o in tribuna". Con Mancini gli è capitato spesso: "Se mi ha sorpreso l'esonero di Mancini? No, ma prima del Liverpool non l'avrei mai pensato. Io non mi sono mai lamentato con lui. Volevo solo più spazio. Voglio ringraziare Mancini. Lui fu il primo ad aprirmi le porte quando volevo tornare in Italia. Quest'anno ha fatto altre scelte e vanno rispettate, ma io non dimentico quando mi ha fatto restare in Italia". Crespo, al momento, vede il suo futuro solo nell'Inter: "Al momento ho in testa solo l'Inter, non ho nessuna intenzione di traslocare da altre parti. Per adesso non ci sono opzioni, per adesso c'è solo l'Inter. Se dovessero arrivare dei segnali dalla società, io mi cercherò un'altra squadra, ma al momento non è ancora arrivato niente. Vorrei rinnovare con l'Inter, vedremo cosa accadrà. La Roma c'è? Al momento non c'è niente". Paolillo elogia Balotelli - Una partita che vede protagonista anche Mario Balotelli, riaggregato alla Primavera dopo aver concluso la stagione con la prima squadra: "Prima di sentire i dirigenti, Mario ha chiamato i compagni per chiedere loro se non li disturbasse il fatto di partecipare: questo dice tutto sulla sua serietà e il suo approccio e volontà di essere qua", ha rivelato Paolillo che non ha dubbi su come reagirà l'attaccante di origine ghanese all'arrivo di Mourinho: "Un giocatore che ha il suo talento e capacità -ha osservato- può solo essere stimolato da tutto quello che succede". In queste settimane i fratelli di Balotelli, suoi procuratori, lavorano in cerca dell'accordo per il rinnovo del contratto con la società: "Fra persone civili e intelligenti si trova sempre un'intesa. Ogni trattativa non si chiude mai al primo incontro -ha fatto il punto Paolillo - il giocatore è molto attaccato alla maglia dell'Inter e credo che questo sia premiato".
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